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Le acque minerali
Fin dai tempi antichi erano molto apprezzate le acque termali delle fonti del Beato Alberico in Valle S.Anastasio, frequentate fino a tutto il 1800
Non è un caso forse che l'Abbazia Benedettina sorgesse proprio in prossimità delle fonti. Per lunga tradizione i monaci si dedicavano con competenza alla preparazione di rimedi medicamentosi poichè, secondo la regola di San Benedetto "ora ed labora", al ricovero dei pellegrini era unita la cura degli infermi. Ai primi del 1500 l'Herconani testimoniava che le acque di Valle S.Anastasio erano conosciute ed indicate per malattie ben individuate: "Chi ha mal di pelle, di ventre, di reni e di milza vada alla Valle a passar varie acque." Nel 1513 il Bianchelli, medico di Faenza, citava queste acque dando ad esse, impropriamente, il nome di "Acque di San marino"ripetute fino al 1700 e oltre. Nel 1571 Andrea Baccio, archiatra pontificio di Papa Sisto V, descrisse ampiamente le caratteristiche e i benefici delle acque che continua a chiamare di "San Marino".
Nel 1615 il Ferrari, prima del ritrovamento del corpo di Sant'Alberico avvenuto nel 1640, ricordava che per la festa del Santo, il 29 agosto, c'era gran folla convenuta per bere le acque, poichè già allora si diceva che il Santo stesso aveva fatto miracolosamente sgorgare le sorgenti.Le acque furono apprezzate fino al 1850 e poi via via trascurate fino ai giorni nostri. Attualmente si sta cercando di dare nuovo lustro alle fonti di Valle S.Anastasio: è stato pertanto realizzato uno stabilimento per l'imbottigliamento dell'acqua commercializzata con l'antico nome di "Acqua Minerale di San Marino".


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